La guerra delle interfacce

Da poco è uscita l’ultima release di Ubuntu, scaricabile gratuitamente da http://www.ubuntu.com/. Prevede, come in passato, tre versioni rispettivamente ottimizzate per desktop, netbook e server. Inoltre è possibile scegliere tra la versione a 32 bit o a 64 bit, quest’ultima ormai sempre più utilizzabile in considerazione dell’ormai ampio supporto dei produttori dei dispositivi nello sviluppo di driver aggiornati.

La cosa che colpisce maggiormente è l’interfaccia grafica, basata sul progetto Gnome, che compete ad armi pari con le ricche interfacce di Windows 7 e MacOS. La tendenza è quella di fornire degli ambienti desktop ricchi di informazioni in tempo reale, con connessioni a sistemi di messaging, piattaforme di social network, e-mail, ecc. In questa direzione si è mossa anche Microsoft da tempo con i suoi primi tentativi (forse poco riusciti) di Active Desktop. Oggi le tecnologie in campo sono decisamente più mature, complice anche l’incremento di penetrazione della banda larga tra gli utenti.

Ed ecco quindi interfacce sempre connesse ad Internet, mutevoli, con informazioni aggiornate e a portata di mouse. Il web 2.0 troverà sicuramente una nuova linfa vitale da questa nuova tendenza nella veicolazione dei contenuti e sembrano ormai lontani gli anni in cui bisognava lanciare decine di applicativi per accedere ai vari servizi disponibili on-line.

Ma non è finita qui. Alcuni colossi rilanciano e studiano interfacce con modelli concettuali diversi dal solito modello della scrivania e della finestra. Sono in arrivo interfacce 3D, magari supportate anche da una visualizzazione real-3d e, con l’evolversi dei dispositivi di puntamento si intravede all’orizzonte una vera guerra tra interfacce grafiche e un modo radicalmente nuovo di utilizzare la nostra postazione di lavoro.