La longevità dei dati

Viviamo in un’era digitale. Le foto dei nostri ricordi, i nostri appunti, la nostra musica preferita, i nostri documenti, persino i nostri filmati si sono dematerializzati. Non c’è più un supporto che li ospita, tutto si è trasformato in una lunga sequenza di bit.

Certo, abbiamo salvato tutto sul nostro hard disk e spesso facciamo delle copie di sicurezza su CD e DVD ma non abbiamo più l’album delle foto di famiglia da tenere sulle ginocchia, da sfogliare: oggi abbiamo cartelle piene di file. Non abbiamo nemmeno più i voluminosi dossier per contenere i nostri documenti: abbiamo ancora cartelle piene di file digitali.

L’informazione digitale ha i suoi vantaggi. Si archivia facilmente, non occupa spazio in casa, è di rapida consultazione, è facile reperire ciò che cerchiamo ma… quanto è longeva? Stiamo trasformando tutto in bit ma quanto sono sicuri i supporti di memorizzazione che usiamo per archiviarli?

I supporti ottici (CD/DVD) masterizzati non sono molto longevi e, se non custoditi con cura al riparo da polvere, luce solare ed alte temperature, possono risultare illeggibili all’occorrenza. Anche gli hard disk esterni non sono la soluzione per tutti i mali: possono rompersi irrimediabilmente.

Inoltre dobbiamo fare i conti anche con l’aggiornamento delle tecnologie. Siamo sicuri che tra 20-30 anni avremo ancora dei lettori DVD in grado di visualizzare sul nostro televisore le foto masterizzate sul disco? Gli standard si evolvono, spesso garantendo la retrocompatibilità, ma non è sempre così.

Basti pensare ai vecchi film girati in formato Super-8. Oggi i proiettori in grado di riprodurre quel tipo di bobine sono una vera rarità e, se dovessero rompersi, non esistono pezzi di ricambio. Una cosa analoga sta succedendo per il formato VHS: sta lentamente scomparendo e fra qualche anno sarà difficile trovare un videoregistratore (funzionante) in grado di riprodurre i nostri video in tale formato.

L’informazione è sempre la stessa ma i formati, i supporti, le tecnologie utilizzate per archiviarla e gestirla si evolvono rapidamente creando una sorta di scia temporale oltre la quale l’informazione non è più utilizzabile.

Vivere in un’era digitale significa anche questo. Preoccuparsi di preservare le nostre informazioni nel tempo, porle al riparo dai continui cambiamenti di standard, trasferire continuamente i dati su supporti aggiornati, oltre a proteggere i dati da eventi accidentali.

L’informazione digitale è tanto potente quanto delicata. Preservarla nel tempo è una grossa responsabilità alla quale non possiamo sottrarci.