Il 40% delle famiglie italiane prive di accesso Internet

Recentemente Istat ha pubblicato i dati sulla diffusione di Internet nelle famiglie italiane. Molti giornali hanno ripreso la notizia sottolineando l’aumento del 5% (dal 55% al 60% circa) della connettività ma mi pare più significativo riflettere sul fatto che ben il 40% delle famiglie non ha accesso Internet. Una cifra enorme.

Inoltre molti commentatori, incluso l’ISTAT, continuano a definire i nativi digitali, ovvero i giovani tra i 15 e i 24 anni, come una fascia della popolazione in possesso di particolari competenze informatiche, solo per il fatto di essere nati in un periodo di forte diffusione delle tecnologie, ma non è sempre vero e questo pregiudizio minaccia la costruzione di una seria politica educativa e culturale sulle nuove tecnologie.

Altro dato allarmante segnalato dalla ricerca è che solo un terzo degli utenti Internet si è relazionato con la Pubblica Amministrazione.

Questi dati si legano ai pessimi risultati comparativi sulla velocità di Internet in Italia, fanalino di coda in UE con una velocità media di 4,4 Mbps (contro i 7,5 Mbps della Romania, ad esempio), dipingendo uno scenario poco incoraggiante per i prossimi anni.

Cresce il BYOD

Il fenomeno noto come BYOD (Bring Your Own Device) indica la propensione dei lavoratori a preferire l’utilizzo del proprio device mobile sul lavoro piuttosto che adottare quello aziendale.

In questo scenario di utilizzo prettamente professionale, dove per anni ha dominato quasi incontrastata Blackberry, ora emerge Apple con il 76% delle attivazioni contro il 12% dei dispositivi basati su Android, Microsoft in forte crescita e Blackberry che cerca di recuperare il terreno perso negli ultimi anni (fonte).

Questi dati suggeriscono che, dopo tutto, le architetture cosiddette “chiuse” non sempre sono il male assoluto: dipende molto dai contesti di utilizzo. In ambito professionale e produttivo i lussuosi prodotti della Mela sanno mostrare anche i muscoli in termini di sicurezza e stabilità. Non altrettanto riesce a fare Android con i suoi noti problemi di sicurezza e con un marketplace dotato di controlli molto più blandi.

Time lapse

Le nuove fotocamere, inclusi i recenti smartphone, consentono di scattare una foto al secondo (possono agire anche più lentamente) ed unire, in modo automatico, tutti questi scatti in un video.

Il video sotto riportato è un esempio di applicazione di questa tecnica. Ho effettuato questa ripresa con un buon cavalletto, ad 1 frame/sec.

Life is simple

Non dimenticare il vero significato delle cose

logo_life_is_simple_400pxTroppo spesso i giovani cadono nella trappola della felicità illusoria creata dai media. “Sono troppo grasso, troppo magro, troppo sciocco, troppo povero”. Questo conduce ad una condizione di frustrazione e ad una visione grigia della vita. Questi ragazzi hanno dimenticato il reale significato delle cose e, prima fra tutte, della vita stessa. Questo progetto ha l’obiettivo di creare sul web un “contenitore emozionale” per aumentare la consapevolezza sul reale significato della vita.

Continue reading