Cresce il BYOD

Il fenomeno noto come BYOD (Bring Your Own Device) indica la propensione dei lavoratori a preferire l’utilizzo del proprio device mobile sul lavoro piuttosto che adottare quello aziendale.

In questo scenario di utilizzo prettamente professionale, dove per anni ha dominato quasi incontrastata Blackberry, ora emerge Apple con il 76% delle attivazioni contro il 12% dei dispositivi basati su Android, Microsoft in forte crescita e Blackberry che cerca di recuperare il terreno perso negli ultimi anni (fonte).

Questi dati suggeriscono che, dopo tutto, le architetture cosiddette “chiuse” non sempre sono il male assoluto: dipende molto dai contesti di utilizzo. In ambito professionale e produttivo i lussuosi prodotti della Mela sanno mostrare anche i muscoli in termini di sicurezza e stabilità. Non altrettanto riesce a fare Android con i suoi noti problemi di sicurezza e con un marketplace dotato di controlli molto più blandi.

Apple iOS 7: minimalismo e razionalità

Apple sceglie la strada del minimalismo e della razionalità nella comunicazione con l’utente, in parte tracciata da Microsoft ma assolutamente reinterpretata nelle modalità, soprattutto nella usabilità.

Utilizzando iOS7 si ha subito l’impressione che sia stata data l’importanza giusta a ciascun elemento dell’interfaccia, evitando fronzoli ed elementi distrattivi, spesso dovuti agli scheumorfismi. La razionalità nella disposizione dei comandi, la revisione dei font e le nuove tavolozze dei colori rendono i device più in linea con le tendenze del momento in termini di interfacce utente grafiche e rendono la comunicazione con l’utente più diretta ed efficace.

Inoltre non va dimenticato che, con questo importante aggiornamento, Apple ha colmato alcuni importanti gap rispetto alla concorrenza (si pensi al multitasking, a AirDrop, al centro notifiche migliorato, ecc,.) ed ha ulteriormente potenziato l’integrazione con iCloud (anche grazie al recente rilascio di iTunes 11.1).

iTunes 11.0.5, sempre più TV nei piani Apple

Apple aggiorna iTunes alla versione 11.0.5 (e molti sono già in attesa della release 11.1). Questo aggiornamento, sebbene di poco conto (più che altro bug fixing), conferma gli sforzi e l’interesse di Cupertino verso l’integrazione multimediale e la conseguente fruizione dei contenuti sui diversi device della mela. iTunes diventa sempre meno “Mac-centrico” ed è sempre più iCloud il vero “collante” tra i device. Le potenzialità offerte dalla coppia iTunes+iCloud sono ben descritte nella relativa pagina ufficiale del sito Apple:

“La voglia di ascoltare una certa canzone o di riguardare un grande classico del cinema con gli amici può coglierti all’improvviso: per fortuna c’è iCloud. Con iCloud puoi chiedere ad iTunes di scaricare su tutti i tuoi dispositivi tutti i brani che compri, automaticamente, non appena fai clic sul pulsante Acquista. E da ogni dispositivo puoi accedere ai brani e film acquistati in precedenza, in wireless e senza bisogno di sincronizzare.

Se compri musica o film da un dispositivo, ritroverai i tuoi acquisti anche nella tua libreria iTunes su Mac o PC. Un clic e puoi avviare la riproduzione o scaricarne una copia per quando non hai accesso al Wi-Fi. Se metti in pausa un film, un podcast o un audiolibro, iCloud ricorda il punto in cui eri rimasto, così potrai ricominciare da lì, su tutti i tuoi dispositivi.”

In questo scenario la Apple TV ne esce decisamente rafforzata e inizia a delinearsi meglio il settore di impiego della futura, tanto chiacchierata, televisione della Mela.

Apple WWDC 2013: tra innovazione ed emulazione

Terminato il keynote introduttivo del WWDC 2013 nel quale Apple svela le principali novità che bollono in pentola. Ma sono davvero novità? In generale, ma con alcune eccezioni non di poco conto, si ha l’impressione che siano state inglobate nei sistemi e nelle architetture software delle tecnologie di terze parti già note e consolidate. La iTunes Radio ricorda molto Spotify, così come il Control Center è già visto su Android. L’interfaccia priva di scheumorfismi, tanto attesa, ricorda molto la nuova veste grafica Microsoft e anche iWork ricorda Office365 o GoogleDrive. Poi che iOS avesse bisogno del multitasking non è certo una novità.
L’innovazione dov’è? Apple ci ha abituati ad essere l’apripista ma in questo keynote sembra inseguire la concorrenza, con qualche guizzo intelligente e razionale, certo. Discorso a parte merita il MacPro, rivoluzionario nel design ma, soprattutto, nell’innovazione costruttiva. Infine la comunicazione di disponibilità di tutte le “novità” annunciate non prima dell’autunno ha gelato la platea. Il mercato ha bisogno di tornare a sognare, come quando fu lanciato l’iPhone, l’iPad o il Mac. Attendiamo con ansia.