Apple WWDC 2013: tra innovazione ed emulazione

Terminato il keynote introduttivo del WWDC 2013 nel quale Apple svela le principali novità che bollono in pentola. Ma sono davvero novità? In generale, ma con alcune eccezioni non di poco conto, si ha l’impressione che siano state inglobate nei sistemi e nelle architetture software delle tecnologie di terze parti già note e consolidate. La iTunes Radio ricorda molto Spotify, così come il Control Center è già visto su Android. L’interfaccia priva di scheumorfismi, tanto attesa, ricorda molto la nuova veste grafica Microsoft e anche iWork ricorda Office365 o GoogleDrive. Poi che iOS avesse bisogno del multitasking non è certo una novità.
L’innovazione dov’è? Apple ci ha abituati ad essere l’apripista ma in questo keynote sembra inseguire la concorrenza, con qualche guizzo intelligente e razionale, certo. Discorso a parte merita il MacPro, rivoluzionario nel design ma, soprattutto, nell’innovazione costruttiva. Infine la comunicazione di disponibilità di tutte le “novità” annunciate non prima dell’autunno ha gelato la platea. Il mercato ha bisogno di tornare a sognare, come quando fu lanciato l’iPhone, l’iPad o il Mac. Attendiamo con ansia.

Tablet e innovazione didattica

Piuttosto che discutere di quanto il tablet possa innovare la didattica e quali potrebbero essere le controindicazioni legate ad un suo impiego massiccio in classe vorrei fare una riflessione su un unico aspetto: cosa possiamo fare con un tablet in classe? Preferisco questo approccio minimale perché in rete si leggono molte dissertazioni pedagogiche circa gli effetti, positivi e negativi, delle tecnologie in aula ma pochi sanno bene qual è il potenziale di questi dispositivi.

Inoltre, quando si parla di introduzione di dispositivi informatici nelle classi, molti insegnanti vedono minacciato il loro ruolo centrale e, soprattutto, vedono minate le basi per un ordinato svolgimento delle lezioni. Conoscere meglio le potenzialità di questi dispositivi aiuta a vincere anche questo tipo di resistenze e permette ai docenti di valutare e progettare in modo consapevole e ben ponderato possibili impieghi di tecnologie didattiche basate sul tablet.

Quindi il tablet è utile o no? La verità, come al solito, sta nel mezzo. Da un lato bisogna accettare il fatto che la tradizionale lezione frontale ha perso il suo “appeal”, ammesso che ne abbia mai avuto uno agli occhi dei ragazzi. Allo stesso tempo è importante mantenere comunque vivo il dialogo educativo con i ragazzi per poter trasferire conoscenze e competenze. Il loro coinvolgimento nelle attività didattiche va considerato come un aspetto prioritario, in mancanza del quale con i ragazzi di oggi non può esserci apprendimento.

Il tablet in classe stimola la partecipazione attiva del ragazzo ma trasforma, al tempo stesso, il ruolo del docente che, come si è già visto con l’avvento delle LIM, diventa meno centrale. Le informazioni, i saperi, i contenuti e, soprattutto, le competenze da acquisire, diventano i veri protagonisti in classe, assieme agli alunni. Il ruolo del docente tende ad assomigliare più a quello del regista di un film. Egli infatti dovrà avviare le attività, introdurre le tematiche, aiutare nella selezione delle fonti, educare al lavoro di gruppo e alla legalità nell’accesso e riutilizzo delle informazioni, sviluppare nei ragazzi il senso critico, e così via. C’è sicuramente molto spazio per le lezioni frontali ma, probabilmente, la didattica più adatta ai ragazzi di oggi non è basata sull’ascolto passivo ma sull’interazione con i contenuti.

In tale ottica si inserisce il tablet, come dispositivo per partecipare attivamente alla lezione, interagire con le informazioni oggetto di studio, collaborare con i compagni ed il docente, effettuare verifiche dell’apprendimento e misurare le competenze acquisite.

Le possibilità di impiego sono davvero tantissime, per brevità ne elencherò alcune ma, anche in questo caso, è il docente che deve individuare gli strumenti più adatti al contesto classe in quanto, come è noto, non esistono mai ricette pronte a scuola. L’ambiente didattico varia continuamente e il docente è continuamente chiamato in causa per gestire questo complicato, bellissimo, processo.

La prima applicazione utile è la lavagna condivisa. Diversamente dalla lavagna tradizionale o LIM la lavagna condivisa consente al docente di fare lezione sul suo tablet e tutti gli alunni vedranno, comodamente, la lezione sul proprio. In qualunque momento il controllo può essere passato ad uno degli allievi per svolgere un esercizio, completare una tesi o avviare un’attività di gruppo. Come per la LIM tali lezioni possono quindi essere registrate e condivise online sui social network (ad es. Facebook, Twitter, ecc.) o in apposite community dedicate all’apprendimento. In questo modo anche un alunno assente per motivi di salute può partecipare attivamente alla lezione durante il suo svolgimento e, in ogni caso, le lezioni possono essere scaricate liberamente dagli interessati per ripassi e approfondimenti.

Un altro aspetto utile è la possibilità di utilizzare software per l’elaborazione dei testi, fogli di calcolo e presentazioni in modalità collaborativa. A tal fine è possibile usare gli ormai noti prodotti di Google Drive, o la suite di programmi Apple e Microsoft per la produttività individuale. Un lavoro di gruppo può essere organizzato anche a distanza, in videoconferenza (ad es. Google Hangout), e poi confezionato in una presentazione alla quale tutti possono dare il proprio contributo.

Il tablet si presta bene a indurre l’alunno a confezionare i risultati della sua ricerca o della sua attività di gruppo in modi più creativi e coinvolgenti, sia dal punto di vista del docente che valuterà quanto svolto, che dal punto di visto degli allievi-autori. Realizzare un video, un podcast o una presentazione animata per i ragazzi è senz’altro più stimolante dell’uso di carta e penna e li spinge ad un’analisi più critica della qualità del materiale prodotto. Il tradizionale elaborato scritto a penna avrà sempre e comunque il suo spazio e le sue forme di impiego in classe, com’è giusto che sia, ma consentire ai ragazzi di esprimersi con gli stessi mezzi con in quali sono abituati a ricevere le informazioni può senz’altro essere d’aiuto per garantire loro il coinvolgimento che, come si è detto, è un aspetto chiave per assicurare il successo scolastico e combattere l’abbandono scolastico.

Esistono poi app specifiche per effettuare simulazioni e studi specifici. Ad esempio app per lo studio dell’anatomia del corpo umano, del sistema solare o dedicate alla geografia con quiz interattivi, classifiche, e giochi legati al sapere. Ma esistono anche app generiche, utilissime in ambito didattico. Si pensi alle mappe, a Wikipedia, alla semplicità con la quale è possibile reperire i classici della letteratura, ai podcast, alle news in tempo reale, ai video didattici su YouTube, ecc. Nei prossimi articoli proverò ad approfondire ciascuna di queste applicazioni.

Esistono tanti tipi di tablet ma alcuni hanno un “ecosistema” più florido di altri, ovvero un catalogo di app e servizi più vasto rispetto a altre soluzioni. L’iPad è probabilmente il device più noto e, a tal proposito, invito alla visione di questa pagina web che può aiutare a capire il potenziale di questi dispositivi nelle classi di oggi e di domani. http://www.apple.com/it/education/ipad/

Infine, dedicato ai docenti, Apple offre strumenti gratuiti per realizzare corsi per la propria classe, accessibili sia online che in presenza, con iTunes U. Invito tutti gli insegnanti a visionare con attenzione quest’altra pagina web: http://www.apple.com/it/education/itunes-u/

Da queste due applicazioni Apple si intuisce qual è la vera marcia in più dell’iPad rispetto ad altre soluzioni. L’insieme di servizi che orbitano attorno ai device della mela conferisce un enorme valore aggiunto e trasformano il tablet in qualcosa di molto più potente di un semplice dispositivo per navigare sul web.

E’ questo il futuro della scuola? Forse. L’importante è iniziare a capire bene di cosa stiamo parlando prima di dare giudizi affrettati.

La Apple TV è già realtà

Dalla morte di Steve Jobs si parla tanto delle presunte intenzioni da parte di Apple di entrare nel mercato delle TV. Gli esperti del settore l’hanno già ribattezzata iTV e, stando alle ultime voci di corridoio, pare che questo nuovo prodotto Apple vedrà la luce entro la fine del 2013 o al più tardi nel 2014. Alcuni dicono che Apple punterà sui grandi formati (ad es. 55″) altri sostengono che punterà sulla altissima definizione, quella che viene denominata “4K”.

Ma se aveste un piccolo box che si collega, contemporaneamente, alla vostra TV, ad Internet e al vostro impianto home theatre con un cavo in fibra ottica e se questa piccola scatola potesse consentirvi di vedere sulla TV di casa un filmato YouTube, noleggiare un film, seguire i vostri podcast preferiti, ascoltare migliaia di stazioni radio, sfogliare le vostre foto o i documenti presenti nel vostro computer, ricevere le immagini dal vostro iPhone o iPad e tanto, tanto altro ancora. Questo piccolo dispositivo non avrebbe già rivoluzionato la vostra TV? Non è forse già questa una chiara impronta Apple a questo mercato?

Bene, questa scatola magica esiste già, è un quadrato nero, elegante, alto 23mm e largo 98mm. Distilla in 270 grammi, con consumi energetici ridicoli, tutte le tecnologie sopra riportate. Si coniuga perfettamente con il vostro Mac, iPhone o iPad. Si connette facilmente alla vostra rete WiFi (se non avete una presa di rete nelle vicinanze) e si controlla con un elegantissimo telecomando in dotazione, (ma potete tranquillamente utilizzare anche una app per il vostro iPhone/iPad e controllare questo dispositivo ancora più comodamente).

Questa meraviglia si chiama Apple TV e, al momento, costa 109 euro IVA inclusa su Apple Store. Sorpresi? Sicuramente i più attenti ai prodotti Apple diranno “Eh beh, certo, sono anni che esiste la ATV, che novità” ma non è così per i meno addetti ai lavori e alle novità del mercato delle tecnologie. Apple, infatti, ha sempre dichiarato che questo prodotto per lei è un “hobby”. Ma sembra decisamente qualcosa di più.

La Apple TV non è una vera TV, è ovvio, ma consente di accedere ad una enormità di contenuti con una semplicità estrema. Noleggiare un film dal vastissimo catalogo iTunes è questione di un click. Spesso si noleggiano film in promozione a 0,99 € (altrimenti il noleggio costa, generalmente, 3,99 € per un film in SD e 4,99 € per la versione in HD) e lo si può vedere con la massima comodità, sfruttando la propria TV e il proprio impianto audio.

Ma non è finita qui. L’impianto audio collegato alla Apple TV diviene una destinazione AirPlay. Questo significa che dal vostro iPhone/iPad potete riprodurre i vostri brani, senza fili, sul vostro impianto probabilmente migliore.

La TV diventa un’enorme cornice digitale, multimediale. In stand-by appaiono le vostre foto, selezionate dal vostro Mac o più semplicemente prese in automatico dal vostro photo stream. Tutte le ultime novità vengono automaticamente proiettate davanti al vostro divano.

Forse la iTV arriverà presto come dicono e sicuramente rivoluzionerà il mercato delle televisioni ma già questo piccolo dispositivo, dal prezzo abbordabile, ha in sé il seme della rivoluzione dei contenuti digitali. Provare per credere.

Una mela tra i banchi di scuola.

Apple annuncia novità per il mondo educational, il mondo delle scuole. Ed ancora una volta fa centro proponendo una piattaforma completa e gratuita di authoring alla portata di tutti. Questo comporta la possibilità, per i docenti, di pubblicare materiale didattico per i propri allievi (da rendere disponibile in forma gratuita o a pagamento). Gli studenti, invece, potranno accedere a materiali di studio innovativi e ad alto grado di interattività, spesso gratis.