Tablet e innovazione didattica

Piuttosto che discutere di quanto il tablet possa innovare la didattica e quali potrebbero essere le controindicazioni legate ad un suo impiego massiccio in classe vorrei fare una riflessione su un unico aspetto: cosa possiamo fare con un tablet in classe? Preferisco questo approccio minimale perché in rete si leggono molte dissertazioni pedagogiche circa gli effetti, positivi e negativi, delle tecnologie in aula ma pochi sanno bene qual è il potenziale di questi dispositivi.

Inoltre, quando si parla di introduzione di dispositivi informatici nelle classi, molti insegnanti vedono minacciato il loro ruolo centrale e, soprattutto, vedono minate le basi per un ordinato svolgimento delle lezioni. Conoscere meglio le potenzialità di questi dispositivi aiuta a vincere anche questo tipo di resistenze e permette ai docenti di valutare e progettare in modo consapevole e ben ponderato possibili impieghi di tecnologie didattiche basate sul tablet.

Quindi il tablet è utile o no? La verità, come al solito, sta nel mezzo. Da un lato bisogna accettare il fatto che la tradizionale lezione frontale ha perso il suo “appeal”, ammesso che ne abbia mai avuto uno agli occhi dei ragazzi. Allo stesso tempo è importante mantenere comunque vivo il dialogo educativo con i ragazzi per poter trasferire conoscenze e competenze. Il loro coinvolgimento nelle attività didattiche va considerato come un aspetto prioritario, in mancanza del quale con i ragazzi di oggi non può esserci apprendimento.

Il tablet in classe stimola la partecipazione attiva del ragazzo ma trasforma, al tempo stesso, il ruolo del docente che, come si è già visto con l’avvento delle LIM, diventa meno centrale. Le informazioni, i saperi, i contenuti e, soprattutto, le competenze da acquisire, diventano i veri protagonisti in classe, assieme agli alunni. Il ruolo del docente tende ad assomigliare più a quello del regista di un film. Egli infatti dovrà avviare le attività, introdurre le tematiche, aiutare nella selezione delle fonti, educare al lavoro di gruppo e alla legalità nell’accesso e riutilizzo delle informazioni, sviluppare nei ragazzi il senso critico, e così via. C’è sicuramente molto spazio per le lezioni frontali ma, probabilmente, la didattica più adatta ai ragazzi di oggi non è basata sull’ascolto passivo ma sull’interazione con i contenuti.

In tale ottica si inserisce il tablet, come dispositivo per partecipare attivamente alla lezione, interagire con le informazioni oggetto di studio, collaborare con i compagni ed il docente, effettuare verifiche dell’apprendimento e misurare le competenze acquisite.

Le possibilità di impiego sono davvero tantissime, per brevità ne elencherò alcune ma, anche in questo caso, è il docente che deve individuare gli strumenti più adatti al contesto classe in quanto, come è noto, non esistono mai ricette pronte a scuola. L’ambiente didattico varia continuamente e il docente è continuamente chiamato in causa per gestire questo complicato, bellissimo, processo.

La prima applicazione utile è la lavagna condivisa. Diversamente dalla lavagna tradizionale o LIM la lavagna condivisa consente al docente di fare lezione sul suo tablet e tutti gli alunni vedranno, comodamente, la lezione sul proprio. In qualunque momento il controllo può essere passato ad uno degli allievi per svolgere un esercizio, completare una tesi o avviare un’attività di gruppo. Come per la LIM tali lezioni possono quindi essere registrate e condivise online sui social network (ad es. Facebook, Twitter, ecc.) o in apposite community dedicate all’apprendimento. In questo modo anche un alunno assente per motivi di salute può partecipare attivamente alla lezione durante il suo svolgimento e, in ogni caso, le lezioni possono essere scaricate liberamente dagli interessati per ripassi e approfondimenti.

Un altro aspetto utile è la possibilità di utilizzare software per l’elaborazione dei testi, fogli di calcolo e presentazioni in modalità collaborativa. A tal fine è possibile usare gli ormai noti prodotti di Google Drive, o la suite di programmi Apple e Microsoft per la produttività individuale. Un lavoro di gruppo può essere organizzato anche a distanza, in videoconferenza (ad es. Google Hangout), e poi confezionato in una presentazione alla quale tutti possono dare il proprio contributo.

Il tablet si presta bene a indurre l’alunno a confezionare i risultati della sua ricerca o della sua attività di gruppo in modi più creativi e coinvolgenti, sia dal punto di vista del docente che valuterà quanto svolto, che dal punto di visto degli allievi-autori. Realizzare un video, un podcast o una presentazione animata per i ragazzi è senz’altro più stimolante dell’uso di carta e penna e li spinge ad un’analisi più critica della qualità del materiale prodotto. Il tradizionale elaborato scritto a penna avrà sempre e comunque il suo spazio e le sue forme di impiego in classe, com’è giusto che sia, ma consentire ai ragazzi di esprimersi con gli stessi mezzi con in quali sono abituati a ricevere le informazioni può senz’altro essere d’aiuto per garantire loro il coinvolgimento che, come si è detto, è un aspetto chiave per assicurare il successo scolastico e combattere l’abbandono scolastico.

Esistono poi app specifiche per effettuare simulazioni e studi specifici. Ad esempio app per lo studio dell’anatomia del corpo umano, del sistema solare o dedicate alla geografia con quiz interattivi, classifiche, e giochi legati al sapere. Ma esistono anche app generiche, utilissime in ambito didattico. Si pensi alle mappe, a Wikipedia, alla semplicità con la quale è possibile reperire i classici della letteratura, ai podcast, alle news in tempo reale, ai video didattici su YouTube, ecc. Nei prossimi articoli proverò ad approfondire ciascuna di queste applicazioni.

Esistono tanti tipi di tablet ma alcuni hanno un “ecosistema” più florido di altri, ovvero un catalogo di app e servizi più vasto rispetto a altre soluzioni. L’iPad è probabilmente il device più noto e, a tal proposito, invito alla visione di questa pagina web che può aiutare a capire il potenziale di questi dispositivi nelle classi di oggi e di domani. http://www.apple.com/it/education/ipad/

Infine, dedicato ai docenti, Apple offre strumenti gratuiti per realizzare corsi per la propria classe, accessibili sia online che in presenza, con iTunes U. Invito tutti gli insegnanti a visionare con attenzione quest’altra pagina web: http://www.apple.com/it/education/itunes-u/

Da queste due applicazioni Apple si intuisce qual è la vera marcia in più dell’iPad rispetto ad altre soluzioni. L’insieme di servizi che orbitano attorno ai device della mela conferisce un enorme valore aggiunto e trasformano il tablet in qualcosa di molto più potente di un semplice dispositivo per navigare sul web.

E’ questo il futuro della scuola? Forse. L’importante è iniziare a capire bene di cosa stiamo parlando prima di dare giudizi affrettati.

Una mela tra i banchi di scuola.

Apple annuncia novità per il mondo educational, il mondo delle scuole. Ed ancora una volta fa centro proponendo una piattaforma completa e gratuita di authoring alla portata di tutti. Questo comporta la possibilità, per i docenti, di pubblicare materiale didattico per i propri allievi (da rendere disponibile in forma gratuita o a pagamento). Gli studenti, invece, potranno accedere a materiali di studio innovativi e ad alto grado di interattività, spesso gratis.