Oracle acquista Sun

Si è conclusa la fusione dell’anno tra due colossi nel panorama dell’Information Technology.

Oracle, colosso nel mondo dei database, ha acquistato Sun divenendo così uno dei “big” dell’arena IT accanto a IBM, Dell, HP. Purtroppo si prevedono ancora tagli di personale a causa delle evidenti sovrapposizioni che verranno a crearsi al termine della fusione (Sun al momento ha sul suo libro paga 33000 dipendenti, Oracle ne ha ben 86000).

Questa fusione ridefinirà molti equilibri nel mercato per una serie di ragioni:

  • lo sviluppo di MySQL, il database relazionale open source supportato da Sun, potrebbe terminare essendo concorrente ai prodotti commerciali Oracle. Si spera che Oracle punti a una diversificazione del suo target puntando anche al settore entry-level con MySQL ma i dubbi sul destino del noto DB restano;
  • anche OpenOffice.org è a rischio. Anche in questo caso, venendo a mancare il sostegno di Sun e trattandosi di un prodotto fuori dall’assett abituale di Oracle, il suo sviluppo (già a rischio per carenza di personale) potrebbe arrestarsi definitivamente;
  • Java, che fine farà? Resterà open source o diventerà un prodotto commerciale?
  • Solaris, l’ottimo sistema operativo di Sun, unitamente alla piataforma hardware progettata e realizzata da Sun (denominata Sparc), come si integrerà con l’offerta Oracle? Lo sviluppo del processore Sparc è decisamente a rischio visti gli ingenti costi di ricerca necessari ma Oracle potrebbe, seppur ripiegando su CPU Intel/AMD, proporre una soluzione completa (hardware+sistema operativo+piattaforma di sviluppo basata su Java + database enterprise);
  • e che ne sarà di VirtualBox, il progetto Sun per la virtualizzazione?

Infine va considerato che, rilevando un’azienda (seppur in crisi con debiti per circa 2 miliardi di dollari) che ha nel suo portfolio una piattaforma hardware performante e un sistema operativo stabile ed efficiente, Oracle si pone in modo diverso con i suoi partner commerciali storici (ad es. HP) che potrebbero vedere in Oracle un nuovo imponente concorrente.

I vecchi amici potrebbero diventare i peggiori nemici ma, quel che conta, è che il mercato dell’IT sembra non riesca più a sostenersi senza creare “agglomerati enterprise”, ovvero grandi multinazionali che da un lato creano stabilità ma dall’altro pregiudicano lo sviluppo delle attività open source nell’ottica della massimizzazione del profitto.

L’era del tutto-gratis e del software libero subisce un altro duro colpo.