Alessandro D'Alessandro, in breve.

Mi occupo di innovazione tecnologica dei processi aziendali, strategie di branding ed apprendimento.
Se vuoi conoscermi meglio scrivi a info@adacom.it per fissare un appuntamento presso il mio studio di Chieti.

Informatica

Sviluppo applicazioni web, consulenza informatica, networking, servizi Internet, progettazione di database.

Branding strategy

Co-fondatore di Secondo parere, realizzo campagne di advertising e progetto strategie di branding.

Apprendimento

Multimedia content creator, progetto e realizzo pubblicazioni digitali multiformato.

Business improvement

Innovazione dei processi gestionali con implementazioni di metriche per l'analisi dei processi aziendali.

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Il mio blog, per riflettere insieme

Notizie, curiosità e commenti su ciò che amo di più

Alexa, l’assistente vocale che ti semplifica la giornata

La gamma dei dispositivi Amazon Echo che integrano l’assistente vocale Alexa si arricchisce di un nuovo device denominato Echo Input.

Come lascia intuire il nome si tratta di un dispositivo abilitato alla sola ricezione dei comandi vocali, opzionalmente abbinabile via Bluetooth o via cavo ad un altoparlante esterno.

Trovo questa scelta di Amazon molto interessante perché, con un dispositivo così semplificato, la spesa di ingresso nel mondo degli assistenti vocali si abbassa ulteriormente, ampliando quindi l’utenza. Inoltre la possibilità di collegare l’apparato ai propri diffusori consente di non abbandonare la qualità audio alla quale si è abituati.

Ma un assistente vocale “muto” ha davvero senso?

Tuttavia, non collegando Echo Input ad altoparlanti esterni, viene da chiedersi che senso possa avere un assistente vocale “muto”.

La realtà è che tutti i comandi relativi alla domotica non necessitano necessariamente di un feedback vocale, così come l’aggiunta di un elemento ad una lista (ad esempio quella della spesa, poi consultabile sul proprio smartphone tramite l’app Alexa), oppure l’inserimento di un nuovo impegno in agenda. Sono tutte applicazioni “mute”, quindi perfette per il nuovo Echo Input.

Non va dimenticata infine la possibilità di abbinare al dispositivo più piccolo della famiglia i suoi “fratelli maggiori” Echo, Echo Dot, Echo Plus ed Echo Spot in modo da avere un assistente vocale accessibile e diffuso in tutti gli ambienti domestici.

Echo Input sarà commercializzato in Italia a partire dal 30 gennaio 2019.

Provare per credere.

Tutti i dispositivi Amazon li trovi qui: https://amzn.to/2B9O3RH

Difesa dagli attacchi ransomware

Gli attacchi ransomware destano ancora molta preoccupazione nell’ambiente ICT. Dal report sulle minacce informatiche redatto da Trend Micro riferito al primo semestre 2018 emerge un dato preoccupante: l’Italia è il paese più colpito d’Europa ed è nella top ten mondiale dei paesi aggrediti da attacchi di tipo ransomware.

Si tratta di di un attacco che mira a crittografare tutti i file presenti nei sistemi e nei volumi di rete ad esso connessi. Agisce in modo silente finché non si palesa con una richiesta di riscatto in bitcoin.

Difesa dal ransomware

Pagare il riscatto non aiuta

In teoria, ma non vi è alcuna certezza, pagando l’importo richiesto si dovrebbe ricevere la chiave per decriptare i file e ripristinare la situazione. In realtà è possibile che l’aggressione si sia verificata da una variante del ransomware non più attiva e monitorata dai cybercriminali quindi nessuno spedirà mai nulla in cambio del pagamento del riscatto, lasciandoci i file criptati e inaccessibili.

Molte varianti ransomware sono rilevate dagli antivirus (purché aggiornati) ma spesso è lo stesso utente a compiere l’azione infettante, ad esempio aprendo l’allegato di una e-mail dal contenuto sospetto. Dunque come proteggersi?

Volumi di rete a rischio

Questo tipo di attacco aggredisce principalmente i file memorizzati sul disco rigido della macchina infetta ma, successivamente, passa ad aggredire anche i file accessibili tramite i volumi locali USB e di rete, questi ultimi molto utilizzati in ambito aziendale e SOHO.

Si presume che tali volumi di rete siano sottoposti a regolari procedure di backup ma il rischio è che l’infezioni si propaghi anche a tali volumi, se accessibili dalla macchina infetta, distruggendo di fatto anche le copie di sicurezza.

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Il portfolio di Secondo parere ora è su Adobe Behance

Stiamo costruendo il nostro portfolio su Behance, con una selezione dei principali interventi di marketing e comunicazione effettuati oer i nostri clienti. Se vuoi saperne di più: https://www.behance.net/secondoparere

Update strategie di intervento sui DSA

Il prossimo 11 giugno 2016 sarò relatore, per conto della Fondazione Padre Alberto Mileno Onlus di Vasto, al convegno / corso di formazione “Update nelle strategie di intervento per i disturbi dell’apprendimento” organizzato dall’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e Provinciale.

Per maggiori informazioni scaricare il depliant del programma della giornata.